Settembre
6 - Dronero - Espaci Occitan
- All’Espaci Occitan di Dronero la sala è gremita da un centinaio di persone, proiettiamo due fra gli episodi più duri del nostro repertorio, ossia “Cimeli” e “Mondi diversi”. Alla serata è presente Anna Giolitto, testimone de “L’anello forte”.
- La prima reazione è di un giovane cittadino di Dronero che dice
che le istanze espresse nei due episodi sono ormai passate, che ora i ragazzi
sono contenti di andare a lavorare in fabbrica e che le zone liminari tornano
ad essere abitate. Sulla seconda riflessione siamo d’accordo ma sulla
prima il giovane portava un esempio singolo e quindi non generalizzabile.
In più i problemi nevrotici legati ad un lavoro alienante, che uno
dei due episodi affronta, non ci sembrano affatto superati.
- Un altro giovane ricorda che sua sorella sta provando ad attivare un
lavoro in proprio legato ai prodotti agricoli di qualità. Vede in questo
la possibilità che sempre più i giovani si riavvicinano a zone
periferiche di montagna e campagna per riattivare in senso nuovo qualcosa
di molto antico.
- Una signora aggiunge a questa testimonianza ciò che può insegnare
un film come “Il vento fa il suo giro”, ossia della possibilità,
spesso elusa, del diverso che arricchisce.
- Il giovane che aveva fatto il primo intervento ricorda che nel giro
di tre generazioni i tedeschi venivano a far la guerra e adesso vengono
ad
alimentare e a costruire un turismo sostenibile in Val Maira: “questo è un
segno che le cose sono cambiate in meglio...”.
- Un altro signore ricorda che il turismo intelligente sia un nuovo
modo di vivere in montagna, un turismo senza speculazione. Anche la
realtà industriale è cambiata
parecchio da quegli anni. A questo rispondiamo che ciò che è successo
negli anni della forte industrializzazione è qualcosa di passato,
ma che viviamo tutt’ora sulla nostra pelle nelle sue trasformazioni
del territorio e che quindi non si può valutare come anacronistiche
le esperienze diu spopolamento di allora.
- Un altro cittadino dice: “non vogliamo la riserva indiana ma un territorio
produttivo e innovativo...”.
- Un altro signore ricorda che ora in montagna si fa piccola impresa,
il turismo si trasforma in strumento di conoscenza.
- Una donna ricorda che la situazione della Val Maira come vallata
difficilmente accessibile si sta rivelando, in questi anni, la migliore
risorsa da
cui ripartire, perchè ha evitato gli scempi e da ora i presupposti per
uno sviluppo più coerente al territorio.
- Conclude un’altra signora ringraziandoci per averle fatto risentire
la voce di Nuto Revelli. Ricorda che in quegli anni non si poteva chiedere
alla gente di restare in montagna.i Cuneo in quegli anni, dove l’unico
credo era l’industrializzazione.