officina eventi

Dronero

Nella Sala dell'associazione "Voci del mondo" si radunano una sessantina di persone di diverse nazionalità: italiana, marocchina, ivoriana, francese, peruviana.
Tutti vivono a Dronero, da più o meno tempo.
Proiettiamo Emigrazione II con sottotitoli in francese e Emigrazione III, in italiano.
Dopo la proiezione il dibattito prende vita sul tema della migrazione, molte persone in sala sono migranti arrivati da poco a Dronero.

- Domanda: "Le persone che hanno avuto delle esperienze di emigrazione in famiglia (padri o madri o nonni) come si pongono
con gli attuali immigrati?
Non abbiamo ancora una casistica sufficiente per poter rispondere, però nonhanno mai risposto mai niente di scontato, diciamo la chiacchiera da bar e il luogo comune,
poi in sala vi sono delle persone che abbiamo intervistato e quindi potete chiedere direttamente aloro cosa ne pensano dell'immigrazione attuale.
Sarebbe interessante proiettare questi episodi nelle sedi di partito come la Lega Nord o Alleanza Nazionale per vedere cosa esce da un successivo dibattito.

- Mi ha colpito il racconto della signora che era stata incarcerata anizza perché priva di documenti. I clandestini che arrivano qui da noi affrontano lo stesso tipo di problemi.
L'80% dei nostro immigrati qui sono arrivati come clandestini, poi regolarizzati successivamente.

- Io ho tre domande da farvi: 1) Perché ci fate vedere questo? 2) GLi italiani emigrano ancora in Francia? 3)Sapendo che adesso è molto difficile per noi la vita qui, perché
con queste storie alle spalle, storie di emigrazione, non siamo aiutati o facilitati?

- Posso rispondere alle prime due domande, sulla terza posso esprimere la mia idea. Facciamo un'inchiesta sul territorio, per noi è un'idea vecchia ed inutile pensare al territorio
come composto solamente da persone che vivono qui da generazioni e generazioni. Il territorio è costituito da tutte le persone che contribuiscono oggia formarlo vivendolo.
Quindi con questo film vorremmo arrivare ad interessare qualcuno tra voi che è arrivato qui da poco per raccogliere la sua testimonianza e unirla alle altre già registrate.
Non è un documentario sulla migrazione, ma sull'evoluzione di un territorio in cui l'emigrazione ha un peso.
L'emigrazione in Francia esiste ancora come in tutta Europa, ma sono operai specializzati o comunque lavoratori che all'estero percepiscono un salario maggiore che in Italia, è un tipo
completamente diverso di emigrazione, non di massa.
Viviamo una condizione di oblio, il rispetto tra i cittadini è difficile da mantenere, il rispetto per la persona passa in secondo piano, la perdita della cognizione storica.
Non abbiamo la coscienza del contemporaneo come spazio dove si costruisce la memoria.
Aggiungete la vostra idea, la domanda è rivolta a tutti noi

- Oggi non si tratta di emigrazione ma di mobilità: i cittadini europei si possono spostare per andare a lavorare in altri stati dell'Unione come negli USA come in India.
Forse oggi le forntiere sono meno importanti del passaggio.

- Si ma adesso noi siamo mal visti, siamo trattati da immigrati.

- Anche i miei genitori quando sono andati in Senegal si sono sentiti discriminati
- Ma erano andati da colonizzatori!

- Quando gli italiani sono emigrati in Francia, subivano delle retate, delle violenze peggiori di quelle che oggi subiscono gli arabi (les arabes)
Adesso l'immigrazione nel sud della Francia non è più quello da di un tempo dove la gente si spostava la da Cuneo, dalle sue vallate, ma da persone che migrano da Parigi, dal nord della Francia, che vanno

- Rispetto al film che avete mostrato, a riguardo dell'emigrazione, volevo chiedervi questa cosa per potere fare un'ulteriore domanda: VOi siete a favore o contro la migrazione?
- Non è questione di essere contro o a favore dell'emigrazione, ma constatare che è un fenomeno che è sempre avvenuto e si può essere contro le modalità con le quali la si vuole regolamentare, per
esempio le restrizioni che la Comunità Europea applica. In Europa si applica l'equazione cittadino= persona, non cittadino= non persona.
Da un altro punto di vista credo che le persone che vengono qui a lavorare preferirebbero vivere e lavorare nel proprio paese senza essere sradicati, quindi non posso dare un giudizio di valore sull'emigrazione.
- Mi viene in mente l'articolo di Cuneo Sette che parla di emigrazione, che tratta di emigrazione partendo dall'oblio, si dimenticano i motivi di questa migrazione, delle condizioni di vita altrui; si parla invece
di cose necessarie nell'immediato rimuovendo la radice del fenomeno.

- Vengono qui per fare i lavori che noi non vogliamo più fare. (Brusio e discussione che segue questa affermazione)

- Nuto Revelli cercava di far risaltare nei racconti di emigrazione le difficolta dell'essere interiore, tutto ciò che lasciate a casa di più caro.
Questa sera non ha tanto senso parlare di pro o contro l'emigrazione, perché questa sera si vuole parlare dell'aspetto umano e non tanto delle politiche sull'emigrazione.
E' diverso parlare di emigrazione e immigrazione, quando un mio compaesano espatria sembra una cosa normale mentre invece l'immigrazione è vista come qualcosa che crea un grande cambiamento, che diventa anche fondamentale dal punto di vista economico.

- Da quanto ho capito dalle conversazioni con Diego e con Andrea sono venuti qui a proiettare questi film presso la nostra associazione per trovare delle testimonianze di persone immigrate perché
parlare di un territorio non può prescindere dalla presenza degli immigrati. Ai tempi di nuto era difficile vedere una persona di colore per le strade di Dronero, adesso sono moltissimi.

- Adesso che ti hanno risposto sulla loro idea di emigrazione vuoi porgli la domanda, hai qualcosa da dire?

- Ci avete fatto vedere la vita degli italiani che erano poveri, una vacca, un ettaro di terra, il padre che faceva un po' di commercio. Andavano in Francia per fare fortuna e per sostenere la famiglia.
Adesso noi che idea dobbiamo farci del messagio che voi ci mandate, uscendo di qua che ricordo dobbiamo conservare di questa proiezione? Cosa devo dire algi altri miei amici domani.

- Non necessariamente dobbiamo uscire di qua con un'idea precisa sull'emigrazione.
- Forse la cosa più importante di questa sera è conservare come idea del nostro lavoro la proiezione del film, il dibattito che c'è stato e la conversazione che stiamo facendo adesso.
Questo è il nocciolo del lavoro, creare dei punti e dei momenti di discussione per permettere alla nostra ricerca di continuare.