Margarita
- Nella sala comunale di Margarita ci sono tra le trenta e le quaranta persone. Proiettiamo TERRA I e MEDICINA I.
- L'assessore alla cultura del comune di Margarita invita alcune persone a
raccontare la propria esperienza da vachè o da servitù. Nel
pubblico ci sono anche i fratelli Balsamo già intervistati da Revelli.
Un signore racconta che molto spesso non andava neanche a scuola per fare
da vachè. Una volta arrivato a 18 anni si è poi tolto da quella
situazione che non gli rendeva niente.
- Un altro signore ricorda di quando Revelli gli aveva detto che i trattori
usati nelle campagne erano troppi "voi piccoli non potete sopravvivere...",
con il tempo mi sono ricordato di queste parole: "è inutile che
un operaio si compri un pulman per andare a lavorare...".
- Un ex mezzadro del conte Solaro ricorda di avere preso alcuni vachè
alle sue dipendenze: "tutta questa storia è continuata fino al
'58". Anche il sindaco attuale di Margarita era andato a lavorare da
lui. "Avevamo preso due di Frabosa che all'inizio erano un po' restii,
con il tempo si sono comprati degli appezzamenti qui a Villanova e se n'è
andato dalla montagna...". Ricorda che questi tipi di lavoro insegnavano
ai giovani una "maniera di stare al mondo". La moglie ricorda che
la mezzadria è durata fino al 1971, quando è stata proibita
per legge.
- Annetta Balsamo dice che i figli venivano mandati apposta a provare la fatica
della campagna per invogliarli a studiare o a fare gli artigiani.
- Il sindaco racconta che quando andava da vachè andava al mattino
e poi tornava a casa la sera. La sua paga era composto da un sacco di erbe
per mantenere i conigli: "con quei conigli potevamo già permetterci
qualcosa in più... Comunque la mia classe, del '45, è stata
l'ultima ad andare da vachè". Poi racconta della prima televisione
arrivata in paese, la colletta per fare accendere la TV dall'oste, i due compagni
più abbienti che, prendendo l'aranciata, assicuravano l'accensione.