Paesana
- Sono trenta le persone presenti nella sala della Comunità Montana
Valle Po, proiettiamo Emigrazione II e Spopolamento I.
- Il primo intervento sottolinea il rigore della messa in scena degli episodi:
"è un modo a cui non siamo abituati e siete stati estremamente
coraggiosi...". Un aspetto che ha notato in Nuto è un po' la sua
ingenuità, si stupisce di cose piccole e modeste, non se l'aspettava
questa ingenuità, dice che denota una conoscenza all'origine scarsa
del mondo contadino. De "Il mondo dei vinti" non condivide il fatto
che non ci sia nessuna proposta di fondo per cambiare la situazione, conclude:
"forse è il vostro compito contemporaneo". Aggiunge che ora
qualcosa è successo e le cose, in montagna stanno cambiando.
- Il secondo intervenuto smentisce e dice che Nuto era un profondo conoscitore
del mondo contadino, pensa che la sensazione di ingenuità data dalle
registrazioni sia dovuta alla sua tecnica empatica, ossia, per mettere più
a suo agio il testimone cerca di entrare dentro il suo mondo esagerando e
colorando le sue reazioni (cristu!, cristianin, cristiandoru!, ma non mi dica!
ecc.). Aggiunge che lui, che l'aveva conosciuto in qualità di amministratore,
se lo ricordava molto deluso dal mondo contemporaneo. Ricorda la sua disillusione
degli ultimi anni di vita, là dove si era accorto che si stavano a
poco a poco sfibrando gli ideali per i quali aveva combattuto tutta la vita.
Il signore aggiunge ancora: "In Francia sono molto più avanti,
mentre qui discutiamo ancora di dove far passare una strada, là stanno
già prospettando come sarà la società tra 20-30 anni".
- Parlando di emigrazione si dice che i nostri migranti non avevano tanti
problemi perché lavoravano duro. Contestiamo questa visione; in ogni
caso chiariamo che la nostra ricerca in particolare è tesa a scoprire
e analizzare il rapporto con la frontiera e quindi "l'uso" che una
persona fa del territorio. Il concetto della frontiera italo-francese è
differente alla fine dell'ottocento, alla metà del novecento o adesso.