Agosto

4 - Pradleves - Ex Mulino Farina - ore 21.00

- La sala del mulino restaurato di Pradleves è piena di gente, almeno 60 persone.
- Proiettiamo Spopolamento II (qui tornerà popolato come una volta).
- La visione di una montagna ripopolata indispone uno dei presenti che rifiuta un’idea del genere. Dice che la montagna è troppo dura da abitare e che verrà riabitata solo nel momento di necessità estrema, il vicino di sedia dice: “La mia idea di ripopolamento è di lavorare la terra ma questo non si fa…”
- Interviene un villeggiante delle langhe e dice che il problema dello spopolamento va visto sotto un profilo più generale. Dice che è un discorso politico, in generale, da noi, si è preferito dare spazio solo all’industria, è stata una scelta politica, così la gente in campagna si è scoperta senza possibilità. “Ci hanno insegnato che l’orto e la piccola proprietà rurale sono da trogloditi, l’industria e il consumismo ci hanno fatto perdere dei valori fondamentali; a momenti non riconosciamo più una quercia da un pino”. Nonostante tutto l’uomo delle langhe pensa che la campagna tornerà popolata e vede già adesso un ritorno.
- Alla serata è presente Magno Martini che, insieme a Michelangelo Isoardi, era stato intervistato da Revelli per “Il mondo dei vinti”. Dice che la Michelin ha portato giù tutti i montanari, che si veniva giù per forza, dà una valutazione positiva della fabbrica e dice che è stato un bene per lui. “Oggi, per tornare a vivere in montagna, ci vuole un’altra guerra mondiale!”. Martini prosegue dicendo che la terra di montagna non può competere con quella di pianura e poi dice che la donna non accetta più la vita di montagna. Infine aggiunge una nota molto interessante: “Guardate le langhe, sono terre che rendono e la campagna è depressa e spopolata comunque”
- Un altro villeggiante che abita a Torino ma è originario della Valle Grana dice che non si sfrutta il turismo, parla del Castelmagno come risorsa ancora da sfruttare, dice che la gente del posto è spesso ostile al turismo. “Il Castelmagno l’hanno mangiato Clinton, il Papa e noi non lo sfruttiamo abbastanza!”
- Segue una polemica sull’albergo diffuso del Vallone di Colletto, risponde l’assessore al turismo della Comunità Montana Valle Grana, Giorgio Ariaudo. Questa polemica dimostra la distanza che spesso c’è tra l’ente e i cittadini. In questo caso Ariaudo rivendica una scelta coraggiosa che in Piemonte non era ancora stata introdotta. L’albergo diffuso serve come incentivo perché i privati siano invogliati a restaurare nuove case, è un’idea dell’università di Udine che risale a trent’anni fa. È un volano per un ritorno possibile a fine non solo turistico, in poche parole si restaura una casa per creare la possibilità di restaurare le altre. Per questo progetto sono stati utilizzati fondi europei e regionali.
- Alla fine di questa polemica succede una cosa non ancora vista nelle nostre serate. Come fosse scattato un allarme silenzioso, quasi tutti si alzano dalle loro sedie e se ne vanno, facciamo appena in tempo a prendere i contatti di chi ci interessa sentire come nuovi testimoni.
- A chi è rimasto Ariaudo spiega le difficoltà di comunicazione che passano tra l’istituzione e la comunità. A volte sembra che il grande problema di queste vallate è essere figli di un assistenzialismo che oramai ha risucchiato l’entusiasmo per il futuro. Ci fa pensare ad un discorso più generale che ci coinvolge tutti nelle nostre realtà quotidiane.
- Concludiamo la serata in non più di dieci persone, guardiamo l’episodio sulla Medicina (terra, petrolio e urina).

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