Luglio
20 - S. Damiano Macra - Salone Parrocchiale - ore 21.00
Alla serata erano presenti circa 50 persone.
Dopo una breve presentazione in cui oltre alle specifiche del progetto si è illustrata
la particolarità dell'uso dell'immagine come camera d'ascolto, abbiamo proiettato
2 episodi:
Emigrazione I (il mercato di Barcelonnette) e Guerra I (soldati
contadini).
Il dibattito successivo al primo
episodio è stato caratterizzato
da puntualizzazioni di ordine filologico, geografico e metodologico, non
vi sono stati interventi rilevanti di carattere contenutistico o che riprendessero il senso di attualità con
cui viene svolta la ricerca. Elenchiamo qui di seguito una serie di critiche
mosse alla composizione
degli episodi:
- Gli intervistati parlano a Nuto Revelli in prevalenza in piemontese
e non in "provenzale alpino"
(Con questo si intende forse mettere in discussione una parte della
veridicità delle
testimonianze rese)
- Nuto Revelli aveva uno schema prestabilito, in mente, prima di iniziare
la ricerca e quindi forza le interviste, "fa dire delle cose alle persone"
- Il racconto non corrisponde o corrisponde in modo discontinuo alle immagini
( Esempio: quando si parla del colle del Soutron si vede in realtà il
Colle delle Fenestrelle o il Pas des Ladres)
- Alcune immagini sono discordanti dal punto di vista temporale, per quanto
riguarda l'episodio Guerra I si vedono fortificazioni della Seconda Guerra
Mondiale.
Per riportare il dibattito nel
seminato è stato spiegato che ciò che
realizziamo durante il montaggio degli episodi, non è più la
ricerca puntuale dei luoghi e la loro coincidenza narrativa con le testimonianze,
ma un'altra cosa: una narrazione filmica, poetica, che si ricollochi nel
contemporaneo.
Il film che abbiamo realizzato associa voci di allora a luoghi di adesso, già
questo ha una grande forza onirica, evocatoria, dovrebbe scatenare quel paradosso
chè è alla base della riflessione sull'evoluzione di un territorio.
Le critiche al lavoro di ricerca di Nuto Revelli non trovano in noi degli interlocutori, non per venerazione apologetica, ma perché il nostro lavoro è diverso, è un altro: cercare i discendenti, lasciare che raccontino il cambiamento che ha interessato la provincia di Cuneo ( ma in realtà la società contemporanea), negli ultimi anni. Dare voce a queste persone, non più a persone socialmente ed economicamente disagiate, ma a cittadini ai quali la possibilità di parola viene stroncata tramite altri mezzi: qualunquismo mediatico, disgregazione sociale, individualismo.
Per la prossima proiezione, per non fare si che si perda il dibattito in precisazioni già evidenti, in una critica ai presupposti ( "Quel mondo lì non esiste più, è cambiato, è tutta un'altra cosa"), dobbiamo chiarire prima questo fatto della libertà di composizione delle immagini che sono comunque tutte filmate in luoghi e zone citati ne Il mondo dei vinti.
Non è stato ritrovato nessun
discendente, nessuno ha fornito segnalazioni per trovarlo.
Sarà indispensabile per la prossima proiezione avere sotto mano l'elenco
dei testimoni in modo da poter comunicare i nomi delle famiglie che cerchiamo
e dedicare una parte della serata a notizie o congetture.