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Agosto

17 - St. Anna di Valdieri - Chiesa Parrocchiale

- La chiesa di Sant’Anna è teatro delle proiezioni, gli episodi proposti sono MORTE I “il tempo del cadavere morto” e EMIGRAZIONE II “giovan battista comba”. La chiesa è piena e molte persone stanno in piedi (purtroppo alla fine della proiezione la maggior parte del pubblico lascia la sala disertando il dibattito).
- L’interesse è centrato soprattutto sull’episodio che descrive i riti funebri, la prima domanda verte sul rito del despöi che è l’acquisizione da parte di chi veste il morto di parte dei vestiti del defunto.


- Il sindaco di Valdieri prende parola sul comune di Mollières, citato nell’episodio di emigrazione. Mollières faceva parte del territorio di Valdieri prima di passare alla Francia. Il sindaco ricorda come i cadaveri di diverse persone venissero portate al cimitero di Valdieri solo in Primavera, i cadaveri venivano conservati nella neve; ricorda anche il maestro De Stefanis, morto da poco, che andava a piedi ad insegnare a Mollières.
- Infine ricorda le donne che attraversavano il confine in cerca di lavoro e che venivano arrestate “Tutto questo ricorda da vicino gli episodi di immigrazione odierni... Gli anziani ti fanno riflettere sul razzismo contemporaneo, loro ti dicono: dovete capire che ciò che vivono persone di altre nazionalità adesso, noi l’abbiamo vissuto allora... Queste cose ci invitano a guardarci indietro!”.
- Seguono delle questioni più tecniche riguardanti la relazione tra le registrazioni e le riprese.


- Una villeggiante di Savona è rimasta felicemente suggestionata dagli episodi e chiede quali siano le reazioni dei discendenti dei testimoni. Rispondiamo che, fino ad adesso, le reazioni più forti si sono avute nel momento in cui abbiamo proiettato gli episodi di spopolamento. Proprio perchè più provocatorie e maggiormente legati alla vita successiva dei discendenti, mentre invece tematiche come guerra e migrazione, rapporto con la morte si mantengono latenti nella nostra società ed è più difficile arrivare ad una riflessione immediata. Ricordiamo qui una frase dall’ultimo libro di John Berger: “In che modo i vivi vivono con i morti? Fino a quando il capitalismo non ha reso disumana la società, tutti i vivi attendevano l’esperienza dei morti. Era il loro futuro ultimo. Da soli i vivi erano incompleti. Perciò vivi e morti erano interdipendenti. Sempre. Solo l’egotismo tipico della modernità ha spezzato questa interdipendenza. Con risultati disatstrosi per i vivi, che ora pensano ai morti come agli eliminati”.
- Ricordiamo che a proposito dello spopolamento ci interessa superare il rancore vissuto dai testimoni che hanno subìto gli anni della discesa in città e che, con il nostro lavoro, vogliamo indagare maggiormente le prospettive dei figli e dei nipoti che, in molti casi, hanno superato il trauma, analizzando le loro “propositività”. In ogni caso, alla turista di Savona, potremo rispondere con più precisione tra un’anno.
- La signora di Savona nota come dagli anni settanta ad adesso ci sia stato un salto di qualità nel vivere la montagna e che ci sono delle esperienze “sostenibili” che ritornano in cerca di prospettive inedite e rivitalizzanti.