Luglio

27 - Venasca - Agorà, La Fabbrica dei Suoni- ore 21.00

- Alla serata partecipano una cinquantina di persone
- Facciamo vedere due episodi Spopolamento I (cimeli) e Emigrazione III (Côte d’azur).
- Dopo il primo episodio gli interventi sono di carattere generale, si chiedono precisazioni sul periodo delle interviste (dal ’70 al ’74 circa per “Il mondo dei vinti”). C’è la sensazione di sentire molto più Revelli che non i testimoni; in effetti nell’episodio presentato si dà molto spazio agli interventi del ricercatore cuneese. Spieghiamo che in questo senso è un episodio atipico, anche se, in generale, gli interventi di Revelli sono spesso incalzanti, proprio perché frutto di una conversazione vivissima con il testimone e, non di rado, i ruoli si invertono: è lo stesso Revelli a diventare testimone.
- Come già a San Damiano Macra, esce fuori la domanda sulla corrispondenza dei luoghi con le voci (vedi il dibattito di San Damiano).
- Anche il fatto del piemontese parlato da testimoni più abituati all’uso del patois è rilevato. In effetti i testimoni di montagna rispondono quasi sempre in piemontese alle domande, anch’esse in piemontese, di Revelli; è una cosa che ci sembra naturale, tanto più che l’uso del dialetto è perfettamente controllato dai testimoni. Luca Odiardo che lavora all’Istituto Storico della Resistenza e ha avuto l’occasione di sentire molte registrazioni, puntualizza che molto spesso Revelli si fa ripetere i termini che non capisce e si fa spiegare i loro significati.
- Dopo la proiezione del secondo episodio il discorso entra nel merito della condizione attuale del vivere in montagna. Si ragiona sulla mancanza di comunità a livello orizzontale, come fenomeno che coinvolge sia la montagna che la pianura. La mancanza di convivialità è un problema sociale esteso sul territorio che uniforma la maniera di vivere il contemporaneo a differenza dei luoghi che si abitano.
- Alla serata era presente un nipote di uno dei testimoni de “Il mondo dei vinti” che attualmente si occupa di coordinare il lavoro artigianale della lavorazione del legno in Val Varaita.

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