Voci e luoghi dal mondo dei vinti 1° parte del lavoro
Per gli episodi, frutto della prima parte della ricerca,
utilizziamo le immagini in movimento in modo da creare delle tensioni con
la parte audio delle interviste
di Nuto Revelli.
Il registro delle immagini è il frutto di 4 mesi di riprese in cui abbiamo
filmato alcuni luoghi descritti dai testimoni.
Abbiamo filmato i vigneti delle langhe, l’opulenza cittadina di Alba, i passaggi
alpini dei colli tra la provincia di Cuneo e la Francia, il porto di Marsiglia,
gli uliveti della Provenza.
Abbiamo filmato i luoghi che si sono visti trasformare dalle migrazioni dei
contadini-pastori-operai dello scorso secolo: la piazza di Barcellonette
dove, tra Ottocento e Novecento,i bambini delle vallate cuneesi affittavano
la propria
forza-lavoro, le cave di gesso e i forni del Var, la piana della Crau, le
saline di Hyères, le piantagioni di violette dell’entroterra nizzardo.
Poi abbiamo filmato le borgate da dove provenivano i testimoni, le strade
che le raggiungono, i prati rimboschiti, i prati a pascolo, il ritorno delle
bestie
in pianura.
Abbiamo filmato i luoghi della guerra raccontata dagli intervistati, il paesaggio
intorno a Caporetto nella nebbia autunnale, l’Isonzo e le trincee, il campo
di concentramento di Bolzano... Questi sono solo alcuni dei luoghi che abbiamo
ri-guardato nella prima parte della nostra ricerca.
Si può dire che la chiave è stata per noi proprio quella di ri-guardare i
luoghi. Così, ri-guardando, abbiamo attraversato nello spazio e anche nel
tempo, un
territorio disseminato di ruderi; il rudere industriale, proto-industriale,
i fortini militari sui colli, le borgate cadute rovinosamente e inghiottite
dalla vegetazione. In altri casi abbiamo constatato la museificazione del
rudere in eco-museo, come ad esempio le saline di Hyères. Abbiamo visto la
museificazione
dura, un po’ stantia, di Mauthausen.
Poi abbiamo ri-visto nei luoghi delle sovrapposizioni, delle stratificazioni,
come nel caso della piazza di Barcellonette, dove abbiamo trovato la giostra
dei cavallini proprio dove un secolo prima i bambini affittavano il proprio
lavoro. A Caporetto, dove, davanti al monte Krno (Nero), dall’altra parte
dell’Isonzo, c'è un complesso di case di vacanza bellissime, dalle ampie
vetrate, con le
sedie a sdraio sui balconi a contemplare il panorama “pacificato” della vallata.
Ci è capitato anche di ri-vedere nei luoghi dell cicatrici,i segni tangibili
del tempo, delle marche. Come a Molliéres, in Val de la Tinée, dove siamo
andati a cercare la tomba del padre di uno dei testimoni e abbiamo trovato
un cimitero
apparentemente abbandonato, un cimitero le cui corone avevano perso i fiori
di plastica conservando solo la struttura di fil di ferro, e il ferro colava
lasciando macchie evidenti di ruggine sui muri perimetrali.
Infine in altri luoghi ancora, abbiamo ri-visto solo la scorza, la superficie,
riportando solo quello che c’è, la constatazione attuale, contemporanea,
questo è successo soprattutto nelle vedute ampie, come ad esempio l’insediamento
urbano
della città di Nizza.
E' in corso la preparazione del montaggio dei documentari finali.
Sono disponibili alcuni esempi di riprese del paesaggio della Provincia di Cuneo effettuate per la finalizzazione del lavoro di ricerca.
Le interviste effettuate a nuovi testimoni non sono ancora disponibili sul web, gli autori si riservano di pubblicare alcuni estratti delle 125 interviste. Per il momento si sta effettuando la sbobinatura delle conversazioni in preparazione del montaggio finale.