"Aristeo è figlio di Apollo e Cirene, ma si sa che, nella primitiva concezione graca, la Terra generò Aristeo. La mitologia lo mostra Dio Benefico, originario della Tessaglia, patrono dei prodotti della terra e vigilante sui graggi. La vite, l'ulivo, l'arte di coagulare il latte e quella di riprodurre artificialmente le api e compartecipare al loro miele gli appartengono. Gli uomini potevano chiedergli anche i rimedi della medicina e persino gli si potevano rivolgere per conoscere il loro avvenire." Da Miele amaro di Salvatore Cambosu

descrizione del progetto

i temi

gli autori

produzione audiovisiva e artistica

Gli autori

Diego Mometti
30 anni. Laureato in Lettere Moderne a indirizzo Storico-Artistico con una tesi sulle forme alternative di produzione e distribuzione di arte contemporanea.
Fondatore del gruppo di arte sociale Belgradostraat, indaga dal 2001 al 2004 realtà comunitaria metropolitane e rurali realizzando performance collettive e video installazioni, ne citeremo alcune.
Deriva en Barcelona, Barcellona 2001, con il finanziamento Movin' up e la collaborazione della Universitat Autonoma de Barcelona, Patio di Piombo, Aviglianasogna 2001, intallazione scenografica finanziata dal Comune di Avigliana.
Pierre Rivière Massello 2003, con il patrocinio della Comunità Montana Vel Chisone e Germanasca.
Pierre Rivière, appunti minimi di viaggio, video 2003, Palazzina Liberty di Milano, Boart Bologna, Università La Sapienza di Roma.
Dopo aver collaborato con il dipartimento di Scienze Sociali della Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, si occupa della relazione tra arte e nuove tecnologie, attraverso la produzione di opere e l’insegnamento universitario in Italia e all’estero.
Tra il 2003 e il 2005 tiene il lavboratorio di net.art presso il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione della Facoltà di Lettere a Torino.
Nel 2005 è responsabile del corso di Estetica por una tecnologia suave alla Facoltà di Belle Arti della Universitad de Chile a Santiago.
Uno degli ultimi lavori ha cui ha partecipato, "Memoria historica de la Alameda", è una performance collettiva sul rapporto tra città e memoria nella società cilena contemporanea, tale opera è stata presentata a Sidney, la Habana, Santiago de Chile vincendo premi dedicati alla ricerca neomediale.
Ha al suo attivo la pubblicazione del capitolo "Pratiche artistiche in rete" nel testo “Arte contemporanea dagli anni ’50 ad oggi" per i tipi di Electa.

Andrea Fenoglio
30 anni. Laureato in Lettere Moderne a indirizzo Storico-Cinematografico con una tesi sul regista portoghese Pedro Costa. Autore di alcuni cortometraggi di esercitazione a Torino e Lisbona. Fotografo.
Inizia il mestiere di documentarista con la realizzazione di "Scritti di Pietra" in cui si concentra sulle dinamiche estrattive e produttive della Pietra di Luserna. Ne esce un lavoro “strutturalista” che analizza rapporti di proporzione uomo-macchina, uomo-paesaggio, uomo-produzione, attraverso un’ osservazione del lavoro durata un anno.
Per la Comunità Montana Pinerolese Pedemontano realizza "L’isola deserta dei Carbonai", un film sugli ultimi carbonai della Valle Lemina e del Grandubbione. Il documento di cultura materiale descrive le fasi di lavorazione di una carbonaia, ambisce ad essere un libretto di istruzioni “pronte per l’uso”. Le dinamiche del film esplicitano i rapporti intimi tra uomo e territorio.
In fase di realizzazione ha un documentario che parte dalle testimonianze raccolte da Nuto Revelli ne “Il mondo dei vinti” e ne “L’anello forte” per arrivare a raccogliere un’ampia serie di “nuove” testimonianze dei discendenti, riaffrontando gli stessi temi in tempi e luoghi differenti.
In fase di studio ha un documentario inchiesta sul paesaggio ligure tra il vedutismo e la poetica calviniana, in collaborazione con Massimo Quaini e Diego Mometti . Uno sullo scultore Pinuccio Sciola e sulla Sardegna Preistorica e un documentario sul mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto. Si occupa di video industriali e di installazioni video. E' socio della detour audiovisivi.

Entrambi gli autori, con il gruppo spontaneo “Bufera” di Pinerolo, portano avanti un discorso di lettura del territorio attraverso l’unione di differenti espressioni artistiche. Si segnala la produzione di fotoromanzi esposti in alcune mostre della provincia di Torino, di un libello che raccoglie i racconti frutto di un laboratorio di scrittura, la realizzazione di un video dal titolo "Fabbricase e Macchine Infernali".