"Dunque io le dico in due parole sul lavoro che sto facendo; io ho già fatto diciamo 140 interviste... e calcolo di farne almeno 500, quindi ci metterò diversi anni, forse 5 - 6 - 7 , quanto necessario. Cosa faccio? Vado a cercare i contadini, e a me interessano solo i contadini, e li faccio parlare... parto dai contadini vecchi, perché sono quelli che sanno di più, poi passo agli anziani per arrivare ai giovani. Mi interessa tutto quello che era la vita contadina in provincia di Cuneo, Montagna, Langa, Pianura." - Nuto Revelli dall'intervista a Garro Bartolomeo

il materiale audio

i testimoni originari

il metodo del dialogo-intervista

i nuovi testimoni

Indichiamo qui uno schema che sintetizza le fasi del metodo di intervista-dialogo di Nuto Revelli. Abbiamo costruito questa griglia solo sulla base dell'ascolto delle interviste originali.

1- Contatto con il mediatore. Nuto Revelli trova i propri mediatori tra compagni della resistenza e tra amici che sono a stretto contatto con la realtà contadina, conosciuti nel territorio, che possano quindi fungere da anello di collegamento con i contadini, solitamente guardinghi e diffidenti di fronte agli sconosciuti.

2- Avviene il contatto con il testimone. L'intervista viene effettuata a casa del testimone (il testimone si trova a proprio agio) o all'osteria o all'aperto, in campagna, diciamo in ambienti familiari, non neutri. L'intervista avviene negli stessi ambienti di cui, in fondo, si sta parlando.

3- Il Magnetofono. Accende il magnetofono che registra l'intera conversazione. Il magnetofono permette all'intervistatore di partecipare al dialogo come interlocutore, senza interrompersi per trascrivere la testimonianza. Revelli prende appunti sulla agenda dei passi più salienti.

4- Presentazione della ricerca. Nuto Revelli illustra lo scopo della ricerca e descrive la traccia discorsiva che utilizzerà per l'intervista. Normalmente la presentazione consiste nella esposizione dell'argomento, la campagna povera, della tipologia degli intervistati i contadini e contesto, la provincia di Cuneo.

5- Come avviene l'intervista
Revelli non segue uno schema stereotipato ma un canovaccio che attraversa questi punti fondamentali.
I diversi punti o domande che elenchiamo brevemente fanno parte di una costellazione all'interno della quale viene
arginato un discorso fluido, ricco di sbavature e ripetizioni. Come viveva la famiglia dell'interlocutore? Come si viveva nel suo paese? Descrizione dell'infanzia dell'interlocutore.
La scuola e il lavoro. Spiegazione puntuale dei lavori svolti.
L'emigrazione: I motivi dell'emigrazione, spiegazione dei motivi e dei luoghi della migrazione, come quelle culture hanno unfluito sulle comunità contadine. Il servizio militare e o la guerra. L'esperienza di guerra che fosse la prima o la seconda guerra o la guerra partigiana. Che coscienza c'era della guerra? Come reagì la popolazione all'occupazione nazifascista? E alla resistenza? La vita contadina ai giorni dell'intervista. Quale il futuro della piccola proprietà, della Langa, della Montagna? La politica locale. Quale sarebbero i provvedimenti per salvare il salvabile. Gli anziani come vedono i giovani? E i giovani come vedono la propria terra? La fabbrica.

6- Sbobinatura delle testimonianze
La sbobinatura delle testimonianze è trascrizione e traduzione dal piemontese o dal patois del racconto del testimone.

7- Stesura del testo
Una prima stesura del testo che taglia tutti i discorsi improduttivi o le ripetizioni o le dichiarazioni non atendibili è
seguita dalla rioganizzazione del testo per la creazione dei capitoli.
Non possiamo approfondire questo argomento in quanto non è ancora stato svolto il lavoro di sistemazione archivistica delle agende e delle prime stesure dattiloscritte di nuto Revelli.
Ricordiamo solo che la versione definitiva de "Il mondo dei vinti" è pronta dopo 7 anni dall'inizio delle prime interviste. Il trattamento delle testimonianze, la costruzione di una rete e di una struttura interpretativa dei racconti è un opera di tempo.