"Aristeo è figlio di Apollo e Cirene, ma si sa che, nella primitiva concezione graca, la Terra generò Aristeo. La mitologia lo mostra Dio Benefico, originario della Tessaglia, patrono dei prodotti della terra e vigilante sui graggi. La vite, l'ulivo, l'arte di coagulare il latte e quella di riprodurre artificialmente le api e compartecipare al loro miele gli appartengono. Gli uomini potevano chiedergli anche i rimedi della medicina e persino gli si potevano rivolgere per conoscere il loro avvenire" Da Miele amaro di Salvatore Cambosu

descrizione del progetto

i temi

gli autori

produzione audiovisiva e artistica

Le tre fasi del lavoro

Il lavoro è suddiviso in tre parti che hanno come risultato tre materiali diversi. Nell’ordine di realizzazione: una serie di episodi audiovisivi, una ricerca che riporta le interviste ai discendenti dei testimoni originali e un documentario finale che unisce i primi episodi alle riprese effettuate durante la ricerca. Le tre parti sono funzionali l’una all’altra e si inseriscono in un ciclo retroattivo che le rende mutuamente necessarie

I primi episodi documentari fanno uso delle voci dei testimoni intervistati da Nuto Revelli associandole alla visione dei luoghi menzionati in quei discorsi. Le voci dei racconti originali esplicitano, con la visione contemporanea di queste vedute, la trasformazione dei paesaggi e la permeano di presenze fantasmatiche.

Nella seconda parte del lavoro diffondiamo, tramite delle proiezioni pubbliche, i film già realizzati. Torniamo nei luoghi dove abbiamo girato le prime immagini e, con l’aiuto logistico di associazioni, istituzioni pubbliche o private, organizziamo delle proiezioni degli episodi documentari già realizzati. In questo modo, spiegando il nostro lavoro, e scegliendo i capitoli che crediamo via via possano interessare le comunità che ci accolgono, intendiamo innescare un processo di coinvolgimento degli spettatori che possono quindi diventare mediatori per trovare i discendenti di quelle voci, oppure essere i nostri nuovi testimoni. Per ciò che abbiamo già sperimentato, questa fase estremamente delicata, può sortire risultati inaspettati se preceduta da una preparazione adeguata in cui si invitano alle proiezioni: persone che conservano una memoria approfondita della comunità, gli interessati al lavoro di Nuto Revelli, che per noi ha una funzione di mediatore-ambasciatore o, più in generale, chiunque volgia lasciare una testimonianza della realtà contemporanea territoriale. Con l’aiuto delle comunità e, in alcuni casi, con una ricerca anagrafica, vogliamo quindi individuare i discendenti, contattarli, spiegare le finalità del nostro progetto concordando temi e luoghi delle interviste e infine, raccogliere le loro testimonianze tramite registrazioni audiovisive. Figli, nipoti e pronipoti delle persone intervistate da Nuto Revelli ci racconteranno realtà di vita differenti, avranno differenti approcci nei confronti delle tematiche che proponiamo: ed è proprio questa ricchezza pluri-generazionale che vogliamo trasmettere, per cercare continuità e fratture nella memoria orale del terriotorio.

La terza fase del lavoro utilizza tutte le interviste come un unico materiale per il montaggio del documentario finale. Le interviste alla discendenza de Il Mondo dei vinti andranno a costituire un inedito testo contemporaneo, uno spaccato sociale legato al multitesto raccolto da Nuto Revelli. Insieme, questi due punti fondamentali del documentario, formeranno un cristallo inscindibile che forse contribuirà a leggere meglio alcuni drastici cambiamenti sociali in un lasso di tempo densissimo: il Novecento e le sue propaggini contemporanee.